La prova scritta

Indicazioni generali:

  • La prova scritta è obbligatoria dall’anno accademico 2018-19 e verte sui moduli 1 e 2 (ovvero le Unità didattiche A e B). Salvo casi documentati per motivi di salute, seconde lauree, programmi concordati per motivazioni riconosciute dal docente, non sono ammesse eccezioni.
  • La prova dovrà essere ripetuta qualora non venisse superata o l’esito venisse rifiutato.
  • La prova superata ha validità di 6 mesi (cioè, tra lo scritto e l’orale non possono decorrere più di sei mesi, salvo deroghe da parte del docente).
  • In caso di prova superata ed esito accettato, lo studente accede all’esame orale, che verterà solo sul modulo 3 (Unità didattica C). Per il voto finale, si tiene conto della valutazione della prova scritta secondo le seguenti modalità.

Schema della prova e valutazione:

  • 6 domande chiuse sul modulo 1
    • Ogni risposta corretta vale 2,5 punti. Ogni risposta sbagliata vale –0,5 punti (meno 0,5 punti). Le domande lasciate in bianco valgono 0 punti.
  • 3 domande aperte sul modulo 2
    • Ogni domanda vale da 0 a 4 punti (solo punteggi discreti: 0 punti per risposta sbagliata o assente; da 1 a 4 punti a seconda della ricchezza, pertinenza ed esaustività della risposta).
  • In caso di punteggio decimale nel risultato finale della prova scritta, si arrotonda all’unità superiore.
  • La prova è superata se si risponde correttamente ad almeno 3 domande chiuse e si totalizzano almeno 16 punti.
  • Ci sono due tipi di bonus:
    • Bonus di 3 punti per chi risponde correttamente a tutte le domande del primo modulo e ottiene 4 in ciascuna domanda del secondo modulo (cioè 27 punti nella prova equivalgono a un voto di partenza di 30 nell’orale).
    • Bonus di 2 punti per chi risponde correttamente a tutte le domande del primo modulo, ottiene 3 punti in almeno due domande e almeno 1 punto in una domanda del secondo modulo.
  • In linea di principio l’orale, che riguarda solo il modulo 3, può modificare il voto di partenza di ±3 punti; ciò è comunque lasciato alla discrezionalità del docente.

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