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Modalità d’esame – seconde lauree e biennalisti

La prova scritta ha la funzione di testare alcune capacità specifiche di apprendimento e di elaborazione autonoma di nozioni e modalità argomentative, che dovrebbero essere ormai entrate nel patrimonio intellettuale di chi ha già alle spalle un percorso di laurea e di chi ha già sostenuto un’annualità di Filosofia della scienza. Inoltre, chi è in almeno una di queste condizioni è generalmente più appagato e motivato da un colloquio orale che dal ripetere la prova scritta.

Per queste ragioni, i biennalisti (coloro che, in conformità al loro piano di studi, sostengono lo stesso esame una seconda volta) e i già laureati non sono tenuti a sostenere la prova scritta.

Per i già laureati l’esame consisterà, di regola, in una interrogazione orale sull’intero programma. I biennalisti, che solitamente conoscono già gli elementi di base della filosofia della scienza e dell’epistemologia, sono invitati a prendere contatto con il docente per discutere particolari modalità d’esame e, se il caso, per integrare il programma con bibliografia sostitutiva o aggiuntiva.

Ricevimento studenti


A partire dall’inizio delle lezioni (11 febbraio) e per tutto il secondo semestre, il ricevimento settimanale avrà luogo, di regola, il mercoledì dalle 10.30 alle 13.30.

Talvolta, per urgenze, impegni improrogabili, seminari fuori sede, ecc., è possibile che il ricevimento venga sospeso, anticipato o posticipato. Mi scuso in anticipo se questo dovesse creare disagio.

Per coloro che non potessero presentarsi al ricevimento ma che avessero bisogno di parlarmi (in particolare per i laureandi) sono comunque disponibile a concordare colloqui via Skype.

Qui informazioni dettagliate sugli orari (e il luogo) di ricevimento.

SYLLABUS DETTAGLIATO DELLE LEZIONI

  Data Tema
01 11/02 Introduzione al corso
02 12/02 Contesto della scoperta e contesto della giustificazione
03 13/02 La tradizione empirista e il “nuovo” empirismo logico
04 18/02 Induzione e conferma: il criterio di verificabilità
05 19/02 Congetture e confutazioni: il fallibilismo di Karl Popper
06 20/02 Un “tentativo di falsificazione” e il ruolo della metafisica
07 25/02 Salvare il meglio dell’induzione: un approccio probabilistico alla ricerca scientifica
08 26/02 Il ruolo delle convenzioni nella pratica scientifica
09 03/03 Gli “enunciati protocollari”
10 04/03 Il problema della base empirica: theory-ladenness e  “dogmi dell’empirismo”
11 10/03 Scienza normale, paradigmi e rivoluzioni: Thomas Kuhn e la struttura delle rivoluzioni scientifiche
12 11/03 La “tensione essenziale” fra tradizione e innovazione (con cenni alla nozione di Big Science)
13 12/03 La Metodologia dei Programmi di Ricerca Scientifici di Imre Lakatos
14 17/03 Il problema della sottodeterminazione e il dibattito sul realismo scientifico
15 18/03 Un classico della filosofia della scienza: Conoscenza ed errore di Ernst Mach – Introduzione (1)
16 19/03 Conoscenza ed errore (2): il ruolo dell’ipotesi e la funzione cognitiva dell’errore
  31/03 Conoscenza ed errore (3): la complessità dell’esperimento
18 01/04 Fra Mach e il Circolo di Vienna: unità delle modalità cognitive o unità del sapere? (“La concezione scientifica del mondo”)
19 02/04 Lezioni Erasmus a invito: Matteo Vagelli (1)
20 07/04 Lezioni Erasmus a invito: Matteo Vagelli (2)
21 08/04 Lezioni Erasmus a invito: Matteo Vagelli (3)
22 16/04 Lezioni Erasmus a invito: Matteo Vagelli (4)
23 22/04  Wittgenstein: “giochi linguistici” e “forme di vita”
24 23/04 Conoscenza ed evoluzione biologica: Mach e la scienza come “economia di pensiero”
25 28/04 Mach e la molteplicità delle strade della ricerca
26 29/04 Da Mach a Mayr: la specificità della biologia
27 06/05 Mayr e le cinque teorie dell’evoluzione
28 07/05 Unità e disunità delle scienze: Feyerabend e il suo “addio alla ragione”
29 12/05 Lezione a invito
30 13/05 L’illuminismo e la scienza in una società libera

 

programma 2019-2020

A.A. 2019-2020 – Secondo Semestre
CORSO DI FILOSOFIA DELLA SCIENZA
per la Laurea Triennale

Unità e disunità delle scienze

Il seguente programma vale sia per i frequentanti sia per i non frequentanti.

Prima parte. Lineamenti di filosofia della scienza generale.

  • D. Gillies, G. Giorello, La filosofia della scienza nel XX secolo, Roma-Bari: Laterza, 2006 (e altre edizioni). Sono esclusi: nel cap. 2 i paragrafi 2.6-2.7 (pp. 51-67); nel cap. 3 il paragrafo 3.5 (pp. 86-90); nel cap. 10 i paragrafi 10.3 (pp. 250-252), 10.5, 10.6, 10.7 (pp. 257-277); nel cap. 12 i paragrafi 12.3-12.6 (311-336); l’intero cap. 14 (pp. 371-391).
  • Materiali integrativi, che verranno assegnati e discussi durante lo svolgimento del corso (disponibili sulla piattaforma istituzionale Ariel). Di essi sono facoltativi i saggi di J. Ladyman: “What is Structural Realism?” e “Structural Realism”.

Seconda parte. Un classico della filosofia della scienza.

  • E. Mach, Conoscenza ed errore, tr. it. Milano-Udine: Mimesis, 2017 (oppure nell’edizione Torino: Einaudi, 1982). Questo testo sarà esaminato dettagliatamente nel corso delle lezioni.

A loro scelta, gli studenti possono portare come tema d’esame, anziché il testo di Mach, il seguente volume:

G. Canguilhem, Il normale e il patologico, tr. it. Torino: Einaudi, 1998 (e successive edizioni), comprensivo della Postfazione di Michel Foucault (esclusa l’Introduzione di Mario Porro) e accompagnato per chiarimento dal seguente saggio: G. Ienna, “Sociologia ed epistemologia delle frontiere disciplinari.” Sociologia e ricerca sociale, 115/2018, pp. 15-36. (Articolo liberamente accessibile per gli iscritti Unimi.)

Terza parte. Regionalismo epistemologico e metodo scientifico.

  • “Unità e disunità delle scienze”. Dispense del corso 2019-20, disponibili su Ariel.
  • E. Mayr, L’unicità della biologia. Sull’autonomia di una disciplina scientifica, tr. it. Milano: Raffaello Cortina, 2005.

Per gli esami da 9 CFU tutti i testi sopra elencati sono da preparare obbligatoriamente; per gli esami da 6 CFU sono da preparare i testi citati esclusivamente nei moduli 1 e 2. Non ci sono testi aggiuntivi per i non frequentanti.

Si raccomanda vivamente, per chi volesse approfondire, l’antologia: G. Boniolo, M.L. Dalla Chiara, G. Giorello, C. Sinigaglia, S. Tagliagambe, Filosofia della scienza, a cura di C. Sinigaglia, Raffaello Cortina, Milano 2002.

Altri testi di supporto (non sono obbligatori ai fini della preparazione dell’esame):

  • G. Boniolo, Filosofia della scienza, Bruno Mondadori, Milano 1999.
  • G. Giorello (a cura di), Introduzione alla filosofia della scienza, Bompiani, Milano 1994.
  • G. Giorello, P. Donghi, Errore, il Mulino, Bologna 2019.
  • I.  Hacking, Ontologia storica, tr. it. ETS, Pisa 2010.
  • J. Ladyman, Filosofia della scienza. Un’introduzione, tr. it. Carocci, Roma 2007.
  • S. Okasha, Il primo libro di filosofia della scienza, tr. it. Einaudi, Torino 2006.

la mia disponibilità

Se vuoi laurearti con me, ricorda che la mia disponibilità dipende pincipalmente da due variabili. Anzitutto dalle mie competenze rispetto alla ricerca che intendi svolgere. Ma anche dal mio tempo, che come quello di tutti è limitato. Per me, seguire troppi laureandi significa poter dedicare un’attenzione inadeguata a ciascuno. Per questo motivo, la mia disponibilità è limitata a non più di 20 tesi l’anno.

Qui di seguito puoi vedere gli studenti che ho seguito nel corso dell’anno o che seguo attualmente e verificare se ci sono ancora posti disponibili.

  1. Marco Giubilo
  2. Giacomo Ravetta
  3. Sara Squillaci
  4. Umberto Anselmi
  5. Oliviero Gerosa
  6. Natan Cairati
  7. Enrico Sautto
  8. Ludovico Tesoro Tess
  9. Agnesa Ursachi
  10. Davide Stella
  11. Gabriele Lunghi
  12. Federico Mariani
  13. Mattia Bernasconi

L’utilizzo di citazioni e parafrasi

In qualsiasi elaborato scritto capita spesso di citare o parafrasare testi altrui. Non tutte le modalità, però, sono accettabili; e alcune strategie sono preferibili ad altre. Qui di seguito ti propongo alcuni esempi di “buono e cattivo uso” di citazioni e parafrasi.

Consideriamo il seguente testo di Friedrich von Hayek:

“A proposito degli oggetti dell’attività umana che rientrano nell’ambito di competenza delle scienze sociali, e a proposito delle stesse attività umane, è opportuno richiamare l’attenzione su questa importante caratteristica: che nell’interpretazione delle attività umane noi, per effetto di un inconscio e istintivo automatismo, siamo indotti a classificare insieme, come manifestazioni diverse di un medesimo oggetto o atto, una numerosa serie di fatti fisici che possono presentarsi senza alcuna proprietà fisica comune.” (F. von Hayek, L’abuso della ragione, tr. it. SEAM, Roma 1997, p. 54.)

Immaginiamo che sei differenti studenti utilizzino questo passo nelle loro tesi di laurea

(1) A proposito degli oggetti dell’attività umana che rientrano nell’ambito di competenza delle scienze sociali, e a proposito delle stesse attività umane, è opportuno richiamare l’attenzione su questa importante caratteristica: che nell’interpretazione delle attività umane noi, per effetto di un inconscio e istintivo automatismo, siamo indotti a classificare insieme, come manifestazioni diverse di un medesimo oggetto o atto, una numerosa serie di fatti fisici che possono presentarsi senza alcuna proprietà fisica comune.

Questo è vero e proprio plagio: è semplicemente la traduzione italiana di un passo che è stato copiato senza indicare la fonte.

(2) Secondo Hayek, a proposito degli oggetti dell’attività umana che rientrano nell’ambito di competenza delle scienze sociali e a proposito delle stesse attività umane, è opportuno richiamare l’attenzione su questa importante caratteristica: che nell’interpretazione delle attività umane noi siamo indotti a classificare insieme, come manifestazioni diverse di un medesimo oggetto o atto, una numerosa serie di fatti fisici che potrebbero non essere accomunati da alcuna proprietà fisica.

Questo caso sfiora il plagio. Qui abbiamo l’indicazione che la fonte dell’idea è Hayek, ma non è chiaro se le parole stesse siano di Hayek (come in effetti è).  

(3) Le scienze sociali hanno a che fare con attività umane che condividono un’importante caratteristica: nell’interpretarle, classifichiamo insieme numerosi fatti fisici che non hanno in comune alcuna proprietà fisica.

Di nuovo, siamo di fronte a un caso di plagio: la parafrasi è troppo vicina all’originale e non cita la fonte, sicché si tratta di un tentativo di appropriarsi di un’idea altrui.

(4) Stando a Hayek (1997, 81), le scienze sociali si occupano di attività umane che condividono un’importante caratteristica: nell’interpretarle, consideriamo in un’unica categoria numerosi fatti fisici che potrebbero non avere in comune alcuna proprietà fisica.

Questo non è plagio, poiché la fonte è indicata con chiarezza. Tuttavia, si tratta di una presentazione assai povera dell’idea di Hayek: la parafrasi è troppo vicina all’originale; si limita a recepirla ma non la chiarisce. In questo caso una citazione integrale del passo, accompagnata dall’indicazione della fonte e da un’analisi critica sarebbe stata una scelta più opportuna.

(5) Secondo alcuni autori, “a proposito degli oggetti dell’attività umana che rientrano nell’ambito di competenza delle scienze sociali” è che l’interpretazione delle attività umane fa sì che vengano raccolti sotto un’unica categoria, “come manifestazioni diverse di un medesimo oggetto o atto”, numerosi fatti che, da un punto di vista fisico, “che possono presentarsi senza alcuna proprietà fisica comune” (Hayek 1997, 81).

Nemmeno questo è plagio, ma anche in questo caso si tratta di una presentazione molto povera dell’idea di Hayek. La fonte è indicate chiaramente, ma c’è un uso eccessivo del testo originale senza alcun tentativo di approfondimento. Anche qui, la citazione integrale del passo e la sua analisi sarebbero state più indicate.

(6) Quale differenza intercorre fra un’entità come il denaro ed entità come gli atomi di idrogeno? Una risposta, avanzata da Hayek (1997, 81), è che entità come gli atomi sono classificate sulla base delle proprietà fisiche che condividono. Per esempio, un atomo di idrogeno condivide con altre entità dello stesso tipo la proprietà di avere un certo peso atomico o un determinato numero di protoni, elettroni e neutroni. Il denaro, invece, può avere incarnazioni differenti: una banconota, una pepita d’oro, una tessera di plastica, un assegno, un pacchetto di sigarette o qualsiasi altra entità fisica che venga considerata “denaro” in una società data in un determinato tempo. Hayek, inoltre, dichiara che la classificazione di differenti entità fisiche in base alla loro funzione sociale ha luogo il più delle volte spontaneamente e inconsapevolmente.

Questo non è plagio e anzi rappresenta un modo corretto di citare, parafrasare e argomentare sulla base di una fonte testuale. Si tratta di una parafrasi creativa, che indica chiaramente la fonte ma pure tenta un’elaborazione e una chiarificazione personale del testo di Hayek utilizzato.

Ci sono norme tipografiche precise?

Non ti chiederò di stampare un testo seguendo norme tipografiche vincolanti come se tu scrivessi un libro. Tuttavia, ti chiederò di consegnarmi un testo il più possibile uniforme, scritto in maniera chiara e secondo dei criteri ampiamente condivisi nelle discipline del nostro dipartimento.

Per la stesura, ti consiglio di utilizzare i software (open source o commerciali) maggiormente in uso: LibreOffice, OpenOffice, Apple Pages, Microsoft Word, ecc. L’importante è che il programma generi un documento in un formato che io possa leggere: .pdf o .doc (.docx nelle ultime versioni di Word). Se lo vorrai, potrai utilizzare il sistema di typesetting LaTeX, che permette la gestione ottimale di formule, immagini, grafici e tabelle, e una gestione semplificata della bibliografia e delle citazioni bibliografiche. All’inizio imparare a utilizzarlo è un po’ macchinoso; ma scoprirai ben presto che quel programma automatizza moltissime funzioni (i margini e la grafica, gli indici, le note, le citazioni e la bibliografia) e restituisce un documento molto elegante. Soprattutto per una tesi magistrale, imparare a utilizzare LaTeX può rivelarsi una scelta saggia anche per il futuro. Overleaf è uno dei software gratuiti più intuitivi che lo supportano, ed è completamente on-line; ma ci sono moltissime altre opzioni.

Nel caso tu voglia utilizzare i word processor abituali, tipo Microsoft Word, trovi qui le norme tipografiche complete (nota che si tratta di un documento scritto con LaTeX).

come scrivere

Prima che cominci a scrivere, concorderemo insieme, in linea di massima, come organizzare il lavoro (p. es., l’eventualità di stendere e discutere un piano di lavoro preliminare o un indice ragionato degli argomenti che si intendono toccare, in quale fase di stesura è opportuno sottoporre un testo scritto, ecc.). Non c’è un ordine nel quale dovrai scrivere i capitoli. Nel corso della stesura, ti capiterà spesso di rimaneggiarli e ritoccarli: aggiungerai alcune parti a quanto hai già scritto, ne ricollocherai o ne eliminerai altre. Di solito è buona cosa stendere l’introduzione e le conclusioni, che presentano e sintetizzano gli intenti e i risultati raggiunti, nelle fasi finali o comunque più mature del lavoro. Ma non è un obbligo.

Mi aspetto che lo stile in cui scrivi il testo sia chiaro e curato, oltre che ortograficamente, grammaticalmente e sintatticamente corretto. Ti consiglio di riguardare una buona monografia fra quelle che hai studiato nell’esame di filosofia della scienza per avere un modello di riferimento efficace.

Qualche consiglio stilistico molto pratico: evita l’uso indebito delle maiuscole, di punti esclamativi e puntini di sospensione, così come modalità espressive che rendono meno scorrevole la lettura e ingenuità come lo scusarsi con il lettore o implicite in frasi come “avrei potuto scrivere”, “avrei potuto approfondire”, “non ho approfondito la tal cosa per mancanza di tempo”, ecc. Se utilizzato saggiamente, il corsivo può essere uno strumento efficace per evidenziare parole e concetti; ma, proprio per questo, il suo impiego va limitato. Rileggi sempre quello che hai scritto prima di presentarmelo, utilizzando eventualmente un correttore ortografico.

Infine, ti chiederò di prestare particolare attenzione all’impiego di citazioni e parafrasi: in qualsiasi lavoro di ricerca ci si trova spesso a descrivere e discutere le idee di qualcun altro – di un particolare autore su cui verte il lavoro oppure di un passo di letteratura critica. Ci sono due strategie per farlo: si può parafrasare il pensiero espresso oppure citare un brano che si considera rappresentativo. Quale delle due strategie sia più opportuna dipende dal contesto, ma anche dal gusto e dallo stile personale. In ogni caso, citazioni e parafrasi vanno utilizzate in maniera accorta e con moderazione: la fonte da cui si cita deve sempre venire indicata (nel testo o in nota), in modo da distinguere nettamente fra il tuo contributo e le parole e le idee altrui. Ogni volta che citi o commenti un passo, ricorda che quello che stai facendo è un lavoro di analisi personale, non una collezione di citazioni. Trovi qui alcuni esempi su come utilizzare al meglio citazioni e parafrasi.

da che parte si comincia una tesi di laurea?

Una volta che avremo concordato il tema della tesi e formulato un piano di lavoro preliminare, ti darò delle prime indicazioni su cosa poter leggere su quell’argomento. Ma ti chiederò anche di intrapredere autonomamente una ricerca bibliografica.

Di regola, nell’elaborato triennale questa si baserà principalmente sulle mie indicazioni, mentre richiederà maggiore consapevolezza e autonomia nella tesi di laurea magistrale. Però, tanto l’elaborato triennale quanto la tesi magistrale sono lavori di ricerca personale, sebbene a livelli differenti. Il reperimento della bibliografia è parte integrante del lavoro, sia per quanto concerne le fonti (cioè il materiale, testuale o di altro tipo) su cui verte l’indagine, sia per quanto riguarda la letteratura critica sul tema della ricerca. Io ti fornirò solo alcune indicazioni bibliografiche preliminari e ti offrirò altri suggerimenti nel corso dei colloqui; ma è indispensabile che ciò venga accompagnato e integrato da un atteggiamento attivo da parte tua.

Hai molti strumenti a disposizione per la tua ricerca, e imparare a utilizzarli ti tornerà utile qualsiasi sia il percorso lavorativo che intraprenderai in futuro. Qui te ne suggerisco alcuni, ma ti invito a pensare con la tua testa ad altre opzioni.

  • Puoi sfruttare la Biblioteca di Filosofia, le varie biblioteche di Ateneo e le principali biblioteche cittadine (la Biblioteca Nazionale Braidense, la Biblioteca Comunale Sormani e il Sistema Bibliotecario di Milano e della Lombardia).
  • La Biblioteca Digitale d’Ateneo offre un ricchissimo archivio di libri e riviste consultabili on-line o scaricabili gratuitamente. Ci si può rivolgere alla Biblioteca di Filosofia per informazioni sui servizi (una cui Guida è pubblicata sul sito del Sistema bibliotecario di ateneo) e per un primo orientamento alla consultazione e all’utilizzo dell’Opac. Le biblioteche di ateneo organizzano pure corsi e incontri periodici destinati ai tesisti.
  • Spesso le singole biblioteche partecipano a Opac cumulativi (come il catalogo SBN in Italia) e mettono a disposizione degli utenti libri digitalizzati o interi archivi nell’ambito di grandi progetti di ricerca internazionali, che possono rivelarsi particolarmente utili soprattutto per gli studenti magistrali.
  • Il Sistema bibliotecario d’ateneo consente l’accesso ad alcuni database interdisciplinari, come Scopus e Web of Science, che contengono informazioni bibliografiche e talvolta, abstract, citazioni di letteratura scientifica e di fonti web di qualità. Anche un motore di ricerca come Google Scholar, accessibile liberamente, può essere un utile strumento di ricerca bibliografica.

quanto tempo occorre per laurearsi?

Ti chiederò un impegno commisurato al risultato che intendi ottenere e che è sensato tu voglia ottenere nel tuo percorso di studi. Non è detto che investire molto tempo nella stesura dell’elaborato finale triennale o della tesi magistrale sia una buona strategia – il tempo che impiegherai, comunque, non dev’essere mai troppo. E c’è un modo per sapere se starai investendo un tempo adeguato o eccessivo; in altre parole, per sapere se stai investendo bene o male il tuo tempo.

Se sei uno studente triennalista, ti chiederò di ricordare che l’elaborato scritto corrisponde a 9 Crediti Formativi (CFU), dunque dovrebbe “pesare” come l’esame standard di filosofia della scienza che hai già sostenuto. Per stimare il tempo che dovresti impiegare a occuparti dell’elaborato finale, prova a riflettere su quanto tempo impieghi mediamente per preparare un esame da 9 CFU. Certo, è normale che la fase di scrittura richieda un po’ più tempo, soprattutto se associ la stesura dell’elaborato a qualche altro esame; ma è irragionevole che richieda molto più tempo. Allora, se per l’elaborato scritto impiegherai molto di più del tuo tempo medio di preparazione degli esami (p.es., se impiegherai il doppio o il triplo), significa che avrai investito male il tuo tempo. Questo metodo potrà anche aiutarti a scartare argomenti che, per quanto affascinanti, richiederebbero troppo tempo per essere trattati in maniera opportuna.

Se sei uno studente magistrale, ti chiederò di tenere presente che la tesi di laurea è un passo importante, assai più che l’elaborato triennale. Comporta l’attribuzione di 30 CFU su un totale di 120, dunque pesa per un quarto sul tuo percorso di studi biennale. Non ha senso che tu impieghi un intero anno lavorando solo sulla tesi, ma ti consiglio di mettere in conto circa un anno associando la fase di stesura agli ultimi esami. In ogni caso, ti consiglio di scegliere un argomento per cui tu abbia maturato delle competenze: inutile occuparsi di meccanica quantistica o di relatività se si hanno soltanto nozioni di base di algebra e geometria.