Rivista di Filosofia e di Teoria delle Arti e della Letteratura
Università degli Studi di Milano
MATERIALI: Saggi

aggiornamento: 3.08.2009


Eugenio De Caro
I cani-filosofi e l'animalità del conoscere. Nota su Platone, Repubblica 375a-376c
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Nella Repubblica Platone pare attribuire ai cani da guardia alcune virtù proprie del filosofo. Oltre al presupposto della particolare sensibilità che un buon cane da guardia deve possedere, la capacità di passare dalla mitezza riservata alle persone note all'irascibilità per gli estranei testimonia la facoltà di distinguere ciò che è noto da ciò che è ignoto. Il cane da guardia, per questo, sembra essere consapevole del confine che separa una condizione di sapienza da una condizione di ignoranza, dimostrandosi perlomeno philomathès.
Articolo
 
05.2003

Citazione:
Eugenio De Caro, “I cani-filosofi e l'animalità del conoscere. Nota su Platone, Repubblica 375a-376c”, ITINERA – Rivista di Filosofia e di Teoria delle Arti e della Letteratura, maggio 2003: http://www.filosofia.unimi.it/ itinera/ mat/ saggi/ decaroe_respublica.pdf

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Pubblicazione del Dipartimento di Filosofia dell'Università degli Studi di Milano