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Questionario autovalutativo
 

Test di autovalutazione: quanto conoscete della filosofia medievale?
Mettete alla prova il vostro studio,
scegliendo per ogni domanda la risposta giusta.

Qui di seguito troverete una selezione di domande relative alla parte istituzionale dell’esame, ognuna delle quali è accompagnata da cinque possibili risposte: una corretta e quattro errate (ma con gradi differenti di errore).
Una volta risposto a tutte le domande, è possibile procedere e prendere visione dei risultati ottenuti: dopo i quesiti, infatti, troverete il collegamento ad una pagina in cui sono indicate le risposte esatte (con un punteggio positivo compreso fra +1 e +3, a seconda della difficoltà della domanda) e i punteggi negativi (compresi fra -1 e -3, a seconda di quanto vi siete allontanati dalla soluzione esatta) assegnati a ciascuna possibile risposta errata.

PRENDETE CARTA E PENNA, SEGNATE LE VOSTRE RISPOSTE, POI CONSULTATE LA PAGINA CHE RACCOGLIE TUTTE LE SOLUZIONI. CALCOLATE QUINDI IL PUNTEGGIO CHE AVETE TOTALIZZATO E UTILIZZATE LE INDICAZIONI POSTE ALLA FINE DEL TEST PER SCOPRIRE A QUALE PUNTO SIETE CON LA PREPARAZIONE DELLA PARTE ISTITUZIONALE DELL’ESAME.

Quello proposto qui è un test di auto-valutazione del tutto informale: lo abbiamo costruito in maniera empirica sulla base di anni di esperienza di esami e, nelle nostre intenzioni, serve solo a darvi qualche indicazione in più sul grado della vostra preparazione (analoga a quella che potete procurarvi venendo ad assistere a un appello d’esame e ascoltando domande e risposte).

 

Questionario autovalutativo

1. L’editto di Tessalonica (380 d.C.) stabilì …
a) Il dovere per i governanti temporali di perseguire gli eretici
b) La separazione fra la chiesa cattolica e quella ortodossa
c) La libertà di culto per i cristiani
d) La libertà di culto per i pagani
e) Il cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero

2. Qual è l’origine del male morale, a detta di Agostino?
a) Una libera scelta dell’uomo
b) Il prevalere della volontà sulla ragione
c) Il cattivo influsso degli astri
d) L’incapacità di dirigere nella giusta direzione la libido dominandi
e) Il mancato sostegno della grazia divina

3. Le due città di cui si parla nel De civitate Dei sono…
a) La Chiesa e l’Impero
b) L’insieme dei cristiani e quello dei pagani
c) Due società umane contraddistinte da valori diversi
d) Roma e Costantinopoli
e) Due società umane caratterizzate da guide differenti

4. La consolazione della filosofia fu scritta da Severino Boezio mentre si trovava…
a) In guerra, con la sua legione di appartenenza
b) In esilio
c) Presso la curia pontificia, impegnato in una missione diplomatica
d) In carcere
e) In ostaggio, alla corte di Costantinopoli

5. Secondo Anselmo d’Aosta si può dire “Dio non esiste”...
a) Perché l’esistenza di Dio è dubbia
b) Solo se non si è riflettuto sul significato delle parole di questo enunciato
c) Perché Dio è troppo perfetto perché se ne possa dire qualcosa
d) Perché il suo stesso argomento ontologico non è concludente
e) Perché quello che conta sono le intenzioni

6. Da quale opera filosofica è particolarmente influenzata la visione del cosmo elaborata dai maestri della Scuola di Chartres?
a) Il Liber de causis
b) Il De anima di Aristotele
c) Il Timeo di Platone
d) La Fisica di Aristotele
e) Il De luce di Roberto Grossatesta

7. Per Abelardo la logica...
a) È una forma di vana curiositas
b) Fornisce il metodo generale di tutte le scienze, imprescindibile anche nello studio delle Sacre Scritture e delle opere dei Santi e dei Padri della Chiesa
c) Serve a rieducare l’anima umana al vero amore, astraendola dalle passioni e dall’influenza che su di essa esercitano gli impulsi corporei
d) Garantisce la verità di qualsivoglia proposizione a prescindere dal suo contenuto
e) Istituisce, sulla scorta degli Analitici secondi di Aristotele, la subalternazione delle scienze e rende così ragione della scientificità della teologia

8. La posizione di Abelardo riguardo alla questione degli universali è stata definita da alcuni studiosi con l’espressione “quasi-realismo”...
a) Perché egli crede che i termini universali non significhino un’essenza, però ritiene che essi indichino uno stato di cose effettivamente esistente nella realtà oggettiva
b) Perché egli è un realista come Guglielmo di Champeaux, ma ne condivide solo le tesi realiste moderate espresse nel secondo momento della sua evoluzione speculativa
c) Perché egli, dopo aver condiviso le tesi di Roscellino di Compiègne, si ravvede in seguito alla condanna inflittagli in occasione del sinodo di Sens nel 1141
d) Perché egli ritiene che alcuni universali abbiano un’esistenza reale ante rem
e) Perché per lui universale e individuale sono del tutto indistinguibili

9. Il sistema filosofico di Roberto Grossatesta...
a) Coniuga scienza aristotelica e metafisica neoplatonica
b) Si fonda esclusivamente sul Timeo di Platone, nella versione latina tradotta e commentata da Calcidio
c) Propone una visione della natura come teofania
d) Dimostra che la potenza assoluta di Dio può creare più mondi
e) Assegna un ruolo chiave alle arti del trivio

10. Nella filosofia di Avicenna, il cosmo è concepito...
a) Come un reticolo geometrico determinato dal procedere della luce
b) Come emanazione necessaria ed eterna di Dio
c) Come espressione della “potentia ordinata” di Dio
d) Come libera emanazione di Dio
e) Tentando di accordare il testo di Genesi con la cosmologia platonica

11. Per Averroè, fede e ragione...
a) Sono in accordo, ma prevedono la subordinazione della seconda alla prima
b) Trattano diverse realtà in diversi modi
c) Propongono verità opposte ed inconciliabili
d) Trattano in modi diversi della stessa realtà
e) Sono in contrasto, ma possono essere conciliate attraverso l’uso della dialettica

12. Nel XIII secolo, le autorità ecclesiastiche parigine promulgarono diversi divieti per contrastare...
a) L’interpretazione del libro della Genesi sulla base del Timeo di Platone, promossa dai maestri di Chartres
b) Gli sforzi dei professori delle Arti della Sorbona, volti a giustificare la  fondazione epistemologica della scienza teologica
c) La diffusione del pensiero di Tommaso d’Aquino
d) L’insegnamento delle tesi contenute nei “libri naturali” di Aristotele
e) La teoria della pluralità delle forme sostanziali

13. Tommaso d’Aquino sostiene che il sapere della teologia “nostra”...
a) Sia eminentemente pratico, in accordo alla teoria della suppositio tratta dagli Elenchi Sofistici di Aristotele
b) Abbia un fondamento scientifico, sulla base del primato della volontà sulla ragione
c) Sia da ritenersi scientifico, in accordo alla teoria della subalternatio tratta dagli Analitici Posteriori di Aristotele
d) Riguardi proposizioni dotate di un valore di verità più debole di quelle del sapere filosofico
e) Muova da premesse evidenti di per sé

14. Nella riflessione metafisica di Tommaso d’Aquino, Dio...
a) Ha un’essenza che coincide con la sua quiddità, ma non con la sua esistenza
b) Trae il proprio essere «per partecipazione» dall’essenza del Sommo Bene
c) Non ha l’esistenza in potenza, ma sempre solo in atto
d) Comunica l’esistenza alle creature per mezzo di un processo necessario
e) Conoscendo la propria essenza non sempre conosce l’essenza degli enti creati

15.Secondi i maestri della Facoltà delle Arti di Parigi, la verità di fede...
a) Si pone sullo stesso piano delle verità delle scienze
b) È la medesima verità proposta dalla filosofia
c) Ha un grado di certezza superiore alle verità delle altre discipline
d) Si raggiunge tramite la ragione
e) Si trova anche nei testi aristotelici

16. Per Duns Scoto la volontà umana...
a) Obbedisce con difficoltà all’intelletto
b) È autonoma rispetto alla decisioni dell’intelletto
c) Non è una facoltà dell’anima, ma è un moto del corpo
d) Di per sé non compie mai una scelta malvagia
e) E’ essenziale ai fini dell’unione mistica

17. In Guglielmo di Ockham, potentia divina absoluta e potentia divina ordinata...
a) Hanno lo stesso significato che attribuiva loro Duns Scoto
b) Segnalano che l’agire di Dio è imprevedibile
c) Indicano che l’azione di Dio è a volte ordinata e a volte disordinata
d) Indicano due diversi modi di agire di Dio
e) Indicano due differenti modi di concepire l’agire di Dio

18. Guglielmo di Ockham non accetta la dottrina di Duns Scoto sugli universali...
a) Perché ne fraintende l’afflato mistico
b) Perché, secondo Ockham, Duns Scoto afferma una posizione simile a quella di Abelardo, di cui vanno rigettate le implicazioni quasi-realistiche
c) Perché per Ockham la somiglianza è un essere reale per sé sussistente
d) Perché Ockham non condivide la dottrina di Duns Scoto che fa della somiglianza una relazione a tre termini, la quale implica l’esistenza reale di un’essenza comune
e) Perché per Ockham la relazione di somiglianza non permette di comprendere un dato insieme di cose sotto un medesimo concetto

19. Il filosofo Ruggero Bacone...
a) Concorda con Alberto Magno sulla separazione dei saperi
b) Attribuisce al sapere degli scopi pratici
c) Crede che il sapere degli umili debba sia infinitamente meno utile di quello dei saggi
d) Porta a termine la stesura di una enciclopedia del sapere
e) Valorizza gli esperimenti

20. Secondo Buridano l’impetus è...
a) Una smodata brama di potere
b) Lo slancio della volontà verso gli oggetti
c) La forza impressa dal motore al mobile
d) Il movimento del mobile verso il luogo naturale
e) La forza che il mosso riceve dall’aria circostante

 

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