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Corsi 2017-18

Elenco tesi in corso

Triennali

  1. Bacigalupo (Modelli matematici)
  2. Carioli (Probabilità e decisione)
  3. Corvino (Piccole probabilità)
  4. Guzzardella (Logica ed economia)
  5. Realini (Prisoner’s dilemma)

Magistrali

  1. Polverosi (Logic and rationality)

Informazioni per tesiste e tesisti

Invito le studentesse e gli studenti interessati scrivere una tesi triennale o magistrale sotto la mia supervisione a:

  • dare un’occhiata ai miei interessi di ricerca, ai titoli delle mie pubblicazioni, e a leggere il più possibile del mio lavoro di divulgazione
  • scrivermi per prendere un appuntamento, e avere cura di farlo per tempo. Ci troveremo e discuteremo insieme delle motivazioni e degli interessi che alimentano il progetto di tesi. Non mi aspetto che mi “proponiate una tesi”. Mi aspetto solo che articoliate il vostro interesse. Sarò io a farvi alcune proposte, e voi sceglierete sulla base dei vostri gusti e delle vostre inclinazioni

Cosa mi aspetto da una buona tesi

  • che sia a proposito di un argomento che vi appassiona, e di cui avete curiosità di saperne di più
  • che non sia erudita, ma sia ragionata: non mi aspetto che dimostriate di aver letto tutto su un argomento, ma vi chiedo di motivare, sostenere e difendere il vostro argomento
  • che sia materialmente adeguata e formalmente corretta, parafrasando ciò che Tarski si aspettava dalla definizione di “vero in un linguaggio formale“.

Adeguatezza materiale

Ciò che scrivete deve essere pertinente all’argomento che volete sviluppare. La lunghezza dipende dal tipo di tesi e dal contenuto, ma in nessun caso dovrà eccedere il necessario.  Ne parleremo insieme.

Correttezza formale

Ogni asserzione deve essere motivata da un riferimento bibliografico oppure deve essere la conclusione in un argomento che avete precedentemente sviluppato.

Regole per l’uso delle note

Si danno due casi:

  1. quello che volete mettere in nota non è importante
  2. quello che volete mettere in nota è importante.

Se siete nel caso 1, semplicemente non dovete scrivere ciò che vorreste mettere in nota. Se siete nel caso 2., quello che vorreste mettere in nota va nel corpo del testo.

Bibliografia

Deve apparire alla fine del vostro testo e contenere soltanto i testi che avete citato, con rimandi di questo tipo Cognome (anno). Se optate per il sistema tipografico migliore, potrete comodamente gestire la bibliografia con BibTeX. Vi consiglio comunque di usare Mendeley per archiviare e sistemare i vostri documenti e i vostri riferimenti bibliografici.

Tipografia

Potete scrivere una tesi esteticamente gradevole oppure scriverla in Word (o uno dei suoi sostituti open). La mia preferenza è perché la scriviate esteticamente gradevole. Per questo potete avvalervi del sistema di typesetting LaTeX. Se non ne avete mai sentito parlare, non vi spaventate, è decisamente più semplice di quel che sembra, oltre a essere gratuito e usato da tutta la comunità scientifica mondiale. Se usate Overleaf non avete bisogno di scaricare alcun software sulla vostra macchina, e avrete la vostra tesi sempre con voi, e non rischierete di perdere alcuna “informazione non salvata”. Il sistema è gratuito. Nel caso di tesi di logica e probabilità la mia preferenza diventa normativa: non accetto tesi con formule scritte in word.

Corrispondenza

Quando inizierete a scrivere la tesi, vi chiedo gentilmente di inviarmi solo formati pdf per email, se usate il typesetting LaTeX questo sarà l’output standard.

Stile

Fatta salva la tipografia,  l’adeguatezza materiale dei contenuti e la correttezza formale degli argomenti, rimane ampio spazio per scelte stilistiche soggettive. Il mio consiglio è di fare vostre le riflessioni di George Orwell. In un pezzo intitolato  Politics and the English Language (1946) raccoglie alcune considerazioni molto utili a chi, come voi, sta scrivendo una tesi di laurea.  Perdonategli il sessismo linguistico, a quell’epoca in Inghilterra si condannavano le persone omosessuali alla prigione e alla castrazione chimica.  A voi invece non lo perdonerò. Non ha alcun senso usare il sostantivo maschile singolare “uomo” per indicare una persona, né tantomeno tutte le persone o il genere umano.

Ecco alcuni estratti dal testo di Orwell

A scrupulous writer, in every sentence that he writes, will ask himself at least four questions, thus:

1.  What am I trying to say?
2.  What words will express it?
3.  What image or idiom will make it clearer?
4.  Is this image fresh enough to have an effect?

And he will probably ask himself two more:

1.  Could I put it more shortly?
2.  Have I said anything that is avoidably ugly?
But you are not obliged to go to all this trouble. You can shirk it by simply throwing your mind open and letting the ready-made phrases come crowding in. They will construct your sentences for you — even think your thoughts for you, to a certain extent — and at need they will perform the important service of partially concealing your meaning even from yourself.

Le lunghe frasi fatte costituiscono in tanti casi l’anticamera della confusione concettuale e come sostiene Moravia,  ci sono due maniere di non comunicare onestamente i contenuti: non dare alcuna informazione, oppure darne troppe.

The great enemy of clear language is insincerity. When there is a gap between one’s real and one’s declared aims, one turns as it were instinctively to long words and exhausted idioms, like a cuttlefish spurting out ink.

Orwell  procede poi con una lista di “regole” per una buona scrittura:

I think the following rules will cover most cases:
1. Never use a metaphor, simile, or other figure of speech which you are used to seeing in print.
2. Never us a long word where a short one will do.
3. If it is possible to cut a word out, always cut it out.
4. Never use the passive where you can use the active.
5. Never use a foreign phrase, a scientific word, or a jargon word if you can think of an everyday English equivalent.
6. Break any of these rules sooner than say anything outright barbarous.

These rules sound elementary, and so they are, but they demand a deep change of attitude in anyone who has grown used to writing in the style now fashionable.

Buon lavoro!