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Home Tesi di laurea La riflessione di Siegfried Kracauer e il cinema tedesco
25 | 01 | 2021
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La riflessione di Siegfried Kracauer e il cinema tedesco
Scritto da Manuela Migliore   

Abstract

  Il presente lavoro è finalizzato a fornire un’immagine chiara del pensiero di Siegfried Kracauer,  la cui figura non è facilmente definibile, poiché svariati furono gli ambiti culturali di cui si interessò.

 Una prima indicazione riguardo al suo pensiero è fornita dalla sua storia personale. Kracauer nacque nel febbraio del 1889 a Francoforte sul Meno. La sua vita non fu semplice poiché fu costretto, in quanto figlio di un commerciante ebreo, a fuggire dalla Germania, dopo l’ascesa al potere di Hitler. Si trovò così in una situazione di emarginazione e isolamento, poiché ci fu da parte sua un distacco totale non solo dal suo paese di origine , ma anche dall’ambiente straniero in cui visse. Questo lo portò a condurre la sua vita come uno straniero, lontano dalla cultura che era la propria e staccato dalle radici culturali degli stranieri in mezzo ai quali viveva. La sua extraterritorialità riguardò non soltanto il suo modo di vivere ma ebbe influenza anche sul suo pensiero, il cui percorso procede in modo esitante e circospetto, immerso nella provvisorietà, non inseribile in un sistema chiuso e invariabile.

La notorietà di Kracauer derivò in gran parte dai suoi studi sul cinema. Il suo libro, Da Caligari a Hitler, è uno dei «classici» della storiografia cinematografica, un fondamentale testo di riferimento per la conoscenza dell’evoluzione del cinema tedesco tra le due guerre. Quest’opera si presenta, come suggerisce il sottotitolo della prima edizione, come una storia psicologica del cinema tedesco.

Alla base di questo studio sono presenti motivi che sono comprensibili solo attraverso una analisi delle indagini da lui condotte sulla modernità e sulla storia.

Lo studio della modernità di Kracauer si sviluppa da una prospettiva che pone in primo piano l’aspetto umano della realtà sociale, ricollegandosi a ciò che Baudelaire definiva “il transitorio, il fuggevole, il contingente”. Il cinema, le riviste, l’operetta, i balletti sono i protagonisti dell’indagine kracaueriana. Essi rappresentano gli aspetti effimeri della società ma sono in grado di rivelarne i segreti nascosti. Secondo Kracauer una descrizione della realtà è possibile solo partendo dalle trasformazioni fondamentali della struttura della esperienza quotidiana. Un genere letterario come il romanzo poliziesco, i balletti delle Tillergirls, l’esperienza moderna del viaggio e della danza, sono elementi che caratterizzano la società moderna e che ne svelano l’essenza. L’attenzione di Kracauer è rivolta all’immediata realtà concreta del mondo quotidiano, poiché ritiene inutile applicare categorie astratte come mezzo per ordinare la realtà. Egli contesta la pretesa della sociologia di una conoscenza della realtà universale, poiché la realtà delle vicende umane è il regno dei casi contingenti e non può essere trattata seguendo modelli determinati in modo causale.  

Lo stesso tipo di approccio si riscontra nel libro che scrisse negli ultimi anni della sua vita: Prima delle cose ultime. Kracauer infatti dichiarò nell’introduzione che una disciplina come la storia gli permise di applicare ad una campo molto più vasto le sue idee precedenti.

Egli definisce la storia come una scienza dal carattere peculiare poiché a differenza delle altre scienze, avendo come oggetto di studio un universo storico fatto di esperienze quotidiane di vita, non può procedere in modo schematico, stabilendo regole e fissando leggi. L’oggetto si mostra inadeguato a questo approccio, poiché si tratta della Lebenswelt, il “mondo della vita”, che si presenta come una rete di casualità, nuovi inizi, entità irriducibili.

Kracauer per spiegare quello che secondo lui è il corretto metodo di indagine dell’universo storico stabilisce dei parallelismi fra la storia e i mezzi fotografici, fra la realtà storica e la realtà della macchina da presa. La fotografia differisce da tutte le arti tradizionali poiché non può mai consumare completamente la sua materia prima. Il fotografo non può mai esternare la sua intima visione, poiché deve attenersi alla realtà fisica. Ma allo stesso tempo il suo lavoro non si riduce ad una mera riproduzione della realtà, poiché il modo di riprodurre e rivelare la realtà è determinato dalle decisioni personali del fotografo. Allo stesso modo lo storico non potrà mai riprodurre la realtà in modo completamente oggettivo o soggettivo poiché è insieme attivo e passivo. Registra i dati che gli interessano in modo oggettivo e spiega il materiale che è nelle sue mani in modo soggettivo.

In modo simile anche il cinema possiede la facoltà di registrare e rivelare la realtà. Kracauer ritiene che il mezzo cinematografico insieme alla fotografia sia l’unico in grado di rivelare il mondo passeggero in cui viviamo. Ma entrambi i mezzi, così come la storia, fanno parte di un’area intermedia situata fra arte e scienza. Un film non si presenta semplicemente come una registrazione del mondo della vita. È anche una creazione artistica di un regista, che nel momento in cui produce un film, è oltretutto condizionato dal modo di pensare dei fruitori della sua arte, deve cioè soddisfare le esigenze di un pubblico. Kracauer per questo considera i film anche come prodotti culturali in grado di manifestare la mentalità collettiva di un popolo in un determinato periodo storico.

Questo fu il motivo che spinse Kracauer ha scrivere un libro come Da Caligari a Hitler, il quale contiene un’indagine originale, caratterizzata da una lettura in chiave fenomenologica dei film, esplorandoli in modo da percepirne il significato profondo. L’obiettivo di Kracauer è quello di aumentare in modo specifico la nostra conoscenza della Germania prehitleriana. Egli, a differenza di altri studiosi, ritiene che l’industria cinematografica non sia solo un perfido strumento ideologico utilizzato con lo scopo di placare le folle, ma anche una fabbrica di sogni collettivi. I film in quanto incarnazioni dei desideri inconsci di un popolo, permettono di capirne la psicologia.

L’ultimo capitolo di questo breve lavoro si occupa di mostrare l’analisi condotta da Kracauer sul cinema tedesco, prendendo in esame alcuni dei film più importanti che uscirono in Germania prima dell’avvento di Hitler. Attraverso lo studio di film come Lo studente di Praga, Il gabinetto del dottor Caligari, Metropolis, L’assassino è tra noi affiorano gli stati d’animo, i desideri inconsci, i sogni del popolo tedesco in un periodo che precede uno degli avvenimenti più importanti della storia. Kracauer decide di indagare questo particolare momento storico perché è convinto, come emerge nel libro Prima delle cose ultime, che le ultime cose che vengono prima delle cose ultime, nello stato nascente dei grandi eventi storici, affiorino significati importanti. Essi sono nascosti fra gli interstizi delle grandi ideologie e dei grandi eventi di un’epoca, nel cinema, negli spettacoli, nella vita quotidiana delle persone.       

  

 

 

 

INDICE

 Capitolo 1

 Introduzione a Kracauer                                                                                       5                                                                                                                  

1.1 La vita extraterritoriale, 5

 1.2 Modernità, storia e cinema, 8

 Capitolo 2

 Modernità                                                                                                             10                                                                                                        

 2.1 Società di massa, 10

 2.2 L’analisi della modernità di Kracauer, 12

 2.3 Il saggio, 14

 2.4 Il Romanzo poliziesco, 15

 2.5 Hall d’albergo, 17

 2.6 Lo stato di esitante apertura, 19

 2.7 Il realismo critico, 21

 2.8 Ornamento di massa, 22

 2.9 Razionalità del capitalismo, 25

 2.10 Dall’irreale della realtà alla vera realtà, 27                                                      

 2.11 La condizione esistenziale dell’uomo, 29

 2.12 Il viaggio e la danza, 30

 2.13 Conclusione, 32

 Capitolo 3

Storia                                                                                                                     34

 3.1 Film. Ritorno alla realtà fisica e Prima delle cose ultime, 34

 3.2 Perché la storia, 35

 3.3 Storia: scienza dal carattere peculiare, 36

 3.4 Lebenswelt e pensiero topico, 37

 3.5 Fotografia, 38

 3.6 Lo storico come uno straniero, 42

 3.7 Macrocosmo, microcosmo e cronologia, 44

 3.8 Lo spazio intermedio, 47

 Capitolo 4                                                                                        

 Cinema                                                                                                                  50

 4.1 Introduzione, 50

 4.2 L’impiego del film come strumento di ricerca, 52

 4.3 L’espressionismo tedesco, 54

 4.4 Il periodo arcaico, 56

 4.5 Lo studente di Praga, 57

 4.6 La nascita del cinema tedesco, 59

 4.7 Il gabinetto del dottor Caligari, 61

 4.8 Caligari: un’anima che oscilla fra tirannia e caos, 63

 4.9 Dopo Caligari, 66

 4.10 Metropolis, 69

 4.11 Il periodo prehitleriano, 71

 4.12 L’assassino è tra noi, 73

 4.13 Cinema: redenzione della realtà fisica, 75

 Conclusione                                                                                                           77                                                                        

 Kracauer fra Erasmo e Sancho Panza, 77

 

 

Bibliografia                                                                                                           81

  

BIBLIOGRAFIA

 Testi di Siegfried Kracauer:

 -Theory of Film, Oxford University Press, New York, 1960; trad. It.  Film. Ritorno alla realtà fisica, Il Saggiatore, Milano, 1962.

 -Das Ornament der Masse, Suhrkamp, Frankfurt a.M., 1964; trad. It. La massa come ornamento, Prismi, Napoli, 1982.

 -History. The Last Things Before The Last, Oxford University Press, New York, 1969; trad. It. Prima delle cose ultime, Marietti, Casale Monferrato, 1985.

 - La fabbrica del disimpegno, L’ancora, Napoli, 2002.

 -Die Angestellten, [1930] in Schriften, Suhrkamp, Frankfurt a. M., 1971, vol.I; trad. It., Gli impiegati. Ultime notizie dalla nuova Germania, Einaudi, Torino, 1980.

 -Der Detektiv Roman, [1925] in Schriften, Suhrkamp, Frankfurt a M., 1971, vol.I; trad. It. Il romanzo poliziesco, Ed. Riuniti, Roma, 1997.

 -Straßen in Berlin und anderswo, Suhrkamp, Frankfurt a M., 1964; trad. It. Strade di Berlino e altrove, Pendragon, Bologna, 2004.

 -Ginster. Von ihm geschrieben, [I edizione Berlin, 1928] in Schriften, Suhrkamp, Frankfurt a M., 1973, vol.VII; trad. It.  Ginster: scritto da lui stesso, Marietti, Casale Monferrato, 1984.

 -From Caligari to Hitler. A Psychological History of German Film, Princeton University Press, Princeton, 1947; trad. It. Da Caligari a Hitler, Lindau, Torino, 2001.

 

Letteratura secondaria:

 -Frisby, David, Fragments of Modernity. Theories of Modernity in the Work of Simmel, Kracauer and Benjamin, Polity Press, Cambridge, 1985; trad. It.  Frammenti di modernità: Simmel, Kracauer, Benjamin, Il Mulino, Bologna, 1992.

 -Adorno, Theodor W., Der wunderliche Realist, in Noten zur Literatur III, Suhrkamp, Frankfurt a M., 1985; trad. It. Uno strano realista, in Note per la letteratura,   Einaudi, Torino, 1979. 

 -Mosse, Gorge L, La nazionalizzazione delle masse, Il Mulino, Bologna, 1975.

 -Cunico, Gerardo, Utopia e messianismo, in G. Cunico (a cura di), Kracauer: il riscatto del materiale,Marietti, Genova, 1992, pp. 41-78.

 -Kessler, Michael, Mettere a nudo e conservare, in G. Cunico (a cura di), Kracauer: il riscatto del materiale,Marietti, Genova, 1992, pp. 79-108.

 -Ueding, Gert, La storia raccontata, in G. Cunico (a cura di), Kracauer: il riscatto del materiale,Marietti, Genova, 1992, pp. 109-125.

 -Boella, Laura, Pensare con la matita in mano. Lo strano realismo di Kracauer, in G. Cunico (a cura di), Kracauer: il riscatto del materiale,Marietti, Genova, 1992, pp. 31-40.

 -Bodei, Remo, Sigfried Kracaer: la costruzione dei sogni, in G. Cunico (a cura di), Kracauer: il riscatto del materiale,Marietti, Genova, 1992, pp. 21-30.

 -Bodei, Remo, La manifestazione della superficie, Introduzione in S. Kracauer, La massa come Ornamento, Prismi, Napoli, 1982, pp. 8-9.

 -Bevilacqua, Giuseppe, Biografia di un epoca e autobiografia in “Ginster” di Siegfried Kracauer, in G. Cunico (a cura di), Kracauer: il riscatto del materiale,Marietti, Genova, 1992, pp. 9-20.

 -Kafka, Franz, La verità su Sancho Panza, in I Racconti,Bur, Milano, 1998, p. 406.

 -Vincent, Carl, Il cinema tedesco, in Storia del cinema, Garzanti, 1988, pp. 301-365.